Alla Regione Lazio il manuale che trasforma dodici anni di esperienza in un modello di protezione replicabile.
Oltre 4.200 valigie distribuite. Al via una nuova campagna solidale.

Una valigia per non tornare indietro. Per non essere costrette a rientrare nella casa del maltrattante a recuperare vestiti, prodotti per l’igiene o ciò che serve ai propri figli. Un gesto apparentemente semplice, diventato negli anni un modello di intervento per sostenere le donne nel momento più delicato: quello in cui decidono di sottrarsi alla violenza.

È il progetto “Valigia di Salvataggio. Per non tornare indietro”, nato nel 2014 dall’intuizione di Maria Grazia Passeri, presidente dell’Associazione Salvamamme, e oggi al centro di un incontro nella Sala Tevere della Regione Lazio, dedicato alla presentazione del nuovo manuale di linee guida metodologiche e operative.

Il volume, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, con la prefazione della ministra Eugenia Roccella e gli approfondimenti di esperti in ambito giuridico, clinico, sanitario, educativo e giornalistico, traduce l’esperienza maturata sul campo in un modello organizzato di protezione, destinato a essere condiviso con istituzioni, operatori e realtà territoriali.

Dalla prima Valigia a migliaia di interventi – Tutto comincia con una donna incinta, costretta a fuggire dalla violenza insieme al suo bambino piccolo. Non ha con sé neppure l’indispensabile e rischia di dover tornare nella casa da cui è scappata per recuperare i propri effetti personali. Da quella necessità nasce la prima Valigia di Salvataggio: indumenti, prodotti per l’igiene e beni essenziali, scelti in base alle esigenze della donna e alla stagione. Accanto alle valigie destinate alle madri, le Valigine di Salvataggio per i bambini, contenenti anche giochi e oggetti di conforto.

Un aiuto materiale che diventa il primo tassello di una rete di protezione, perché allontanarsi dalla violenza non significa soltanto trovare il coraggio di lasciare una casa, ma avere la possibilità concreta di non tornarci. I risultati documentati dal progetto nel periodo 2014–2025 raccontano la dimensione di questo impegno: circa 6.000 contatti, oltre 3.100 interventi diretti di orientamento, consulenza e prima tutela e 4.221 valigie e valigine distribuite, di cui 3.034 destinate alle donne e 1.187 ai minori. Sono 1.368 le donne e 891 i bambini, complessivamente 2.259 persone, sostenuti nei percorsi di allontanamento dalla violenza.

Numeri che restituiscono il valore di un’esperienza costruita giorno dopo giorno, attraverso l’ascolto dei bisogni e la collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e sociali.

LA VALIGIA DI SALVATAGGIO

80808080
Valigia di Salvataggio
Maria Grazia Passeri

Come nasce il progetto?

Una donna arriva da noi è atterrita, attende un bimbo, ne ha un altro in braccio. Il piccolo ha gli occhi fissi, acquosi, occhi cupi di acqua di lago: non si muove, non sorride, è inerte. Lei è stata massacrata di botte e gettata nuda in strada…

Mon-Fri: 9 AM – 22 PM

Saturday: 9 AM – 20 PM

DONNE UCCISE
0
VITTIME DI OMICIDIO
0
FEMMINICIDI
0

Donne uccise 2025

Donne uccise 2026

Donne uccise da partner o ex partner

Per quelle donne che ogni giorno subiscono violenza.

A tutte quelle donne che subiscono violenza da parte dei mariti, compagni od ex partner, donne che hanno lasciato la casa dove sono a rischio per la propria vita, prima o dopo la denuncia.

Una “plancia di salvataggio”, un piano di emergenza per le donne in fuga, strutturato per intervenire nelle prime delicatissime ore dall’abbandono della casa nella quale hanno subito violenza o in momenti di alta criticità.

Beni essenziali, come abbigliamento, biancheria e prodotti per la cura e l’igiene della donna. Ogni donna ha a seconda delle sue necessità una valigia diversa.

Valigie Consegnate
80808080+
Minori Sostenuti
80808080+

Sempre più donne ogni anno vengono uccise da chi sosteneva di amarle. Aiutaci a salvarle.

— BARBARA DE ROSSI, Presidente Onoraria Salvamamme